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Credito d’imposta

Credito d’imposta

Con la Legge di stabilità 2016 è stato introdotto, per gli anni dal 2016 al 2019, un credito di imposta a favore delle imprese che acquistano beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo, nella misura massima del 20 per cento per le piccole imprese, del 15 per cento per le medie e del 10 per cento per le grandi.

Il decreto legge 29 dicembre 2016, n. 243, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 18, ha modificato la disciplina del credito d’imposta, prevedendo tra l’altro:

  • l’estensione dell’agevolazione all’intero territorio della regione Sardegna;
  • l’innalzamento delle aliquote del credito d’imposta che sono stabilite nella misura massima consentita dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2014-2020;
  • l’aumento dell’ammontare massimo agevolabile per ciascun progetto di investimento;
  • la cumulabilità del credito d’imposta con altri aiuti di Stato e con gli aiuti de minimis, nei limiti dell’intensità o dell’importo di aiuti più elevati consentiti dalla normativa europea.

Novità

Una delle principali novità apportate dal decreto Mezzogiorno alla disciplina del credito d’imposta riguarda la base imponibile su cui calcolare l’agevolazione.
In particolare, per gli investimenti effettuati entro il 28 febbraio 2017, la base di calcolo del credito d’imposta è data dal costo di acquisizione dei beni al netto degli ammortamenti fiscali dedotti nel periodo d’imposta relativi alle medesime categorie dei beni d’investimento della stessa struttura produttiva, a esclusione degli ammortamenti dei beni oggetto dell’investimento agevolato.
In base alla nuova disciplina, invece, per gli investimenti effettuati a partire dal 1° marzo 2017 fino al 31 dicembre 2019, il credito d’imposta spettante deve essere determinato sul costo complessivo sostenuto per l’acquisizione dei beni agevolabili. Il beneficio, quindi, deve essere calcolato non al netto, ma al lordo degli ammortamenti.

Aliquote agevolative

Il decreto Mezzogiorno, inoltre, ha aumentato le aliquote di agevolazione.
Nello specifico, per gli investimenti realizzati dal 1° marzo 2017, per le strutture produttive ubicate in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna, il credito di imposta è riconosciuto nella misura massima del 45% per le piccole imprese, del 35% per le medie imprese e del 25% per le grandi imprese.
Per le strutture produttive situate in determinati comuni delle regioni Abruzzo e Molise designate come zone ex articolo 107.3.c del TFUE, invece, il credito d’imposta spetta nella misura massima del 30% per le piccole imprese, del 20% per le medie imprese e del 10% per le grandi imprese.
Per gli investimenti effettuati fino al 28 febbraio 2017, indipendentemente dall’ubicazione della struttura produttiva, le intensità di aiuto applicabili sono pari al 20% per le piccole imprese, al 15% per le medie imprese e al 10% per le grandi imprese.

Importo massimo costi agevolabili

Con il decreto Mezzogiorno sono stati anche raddoppiati i massimali di investimento agevolabili.
Per gli investimenti realizzati entro il 28 febbraio 2017, resta in vigore la disciplina originaria che prevede un investimento massimo ammissibile è pari a:
  • 1,5 milioni di euro, per le piccole imprese;
  • 5 milioni di euro, per le medie imprese;
  • 15 milioni, di euro per le grandi imprese.
Per gli investimenti realizzati dal 1° marzo 2017, invece, l’ammontare massimo di ciascun progetto di investimento agevolabile è fissato a:
  • 3 milioni di euro per le piccole imprese;
  • 10 milioni di euro per le medie imprese;
  • 15 milioni di euro per le grandi imprese.
Come indicato nella circolare n. 12/E/2017, nel caso l’investimento abbia avuto inizio prima del 1° marzo 2017 e si sia concluso successivamente, i nuovi limiti trovano applicazione per l’intero progetto d’investimento.