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Tax credit alberghi al 65% per il 2017 e 2018

Al via il Tax Credit del 65% per gli interventi di  riqualificazione degli alberghi (edilizia, energetica e antisismica). Entrano tra i soggetti beneficiari: gli agriturismi, le strutture ricettive extra alberghiere di natura imprenditoriale, i condhotel e le strutture all’aria aperta. Questo è quanto risulta in merito al decreto del 4 agosto 2017 del ministero dei beni culturali (emanato di concerto col ministero dell’economica, dei trasporti e dello sviluppo economico).

Il bonus consente di recuperare, sotto forma di credito d’imposta, fino ad un massimo di 200 mila euro, il 65% delle spese sostenute nel 2017 e nel 2018 per interventi antisismici e ristrutturazione edilizia, efficientamento energetico, abbattimento delle barriere architettoniche ed acquisto di mobili e arredi.

Dal 1° gennaio al 28 febbraio dell’anno successivo a quello di effettuazione delle spese, le imprese interessate potranno presentare al ministero dei beni e delle attività culturali apposita domanda per il riconoscimento del credito d’imposta.

Per la piena operatività del decreto relativo al Tax Credit dobbiamo attendete ancora tre passaggi: la firma del ministro dei beni culturali, Dario Franceschini, il bollino della Corte dei Conti e, infine, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Fonte: Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
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Banca del Mezzogiorno – Medio Credito Centrale

Con riferimento a quanto comunicato il 9 febbraio 2017, Poste Italiane S.p.A. (Poste Italiane) e l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. (Invitalia) hanno perfezionato la cessione a Invitalia della partecipazione pari al 100% del capitale sociale di Banca del Mezzogiorno – Medio Credito Centrale detenuta da Poste Italiane.

Il valore complessivo dell’operazione è pari a 390 milioni di euro.

Lo rendono noto il gruppo Poste e Invitalia in un comunicato congiunto.

Fonte: Invitalia

 

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Nuove imprese a tasso zero, circolare Mise amplia le modalità di accesso

Modalità più ampie per accedere alle agevolazioni per la creazione di micro e piccole imprese competitive – cd. “Nuove imprese a tasso zero” – sono state messe a punto dal Ministero dello Sviluppo Economico attraverso un’apposita circolare che modifica ed integra le attuali disposizioni applicative.

Le novità riguardano in primo luogo la possibilità di presentare garanzie reali anche su beni immobili non facenti parte del programma di investimento per il quale si richiede l’agevolazione. Ciò vale per i programmi che prevedono l’acquisto, oppure la costruzione o la ristrutturazione di beni immobili.

Le suddette garanzie possono essere rilasciate anche da terzi soggetti oltre che, naturalmente, dal beneficiario dell’agevolazione, fino alla concorrenza dell’importo del finanziamento previsto.

nuove Imprese a Tasso ZeroLaddove il valore dell’ipoteca – si evince dalla circolare – non dovesse consentire la copertura dell’intero valore del finanziamento concesso, questo dovrà essere assistito da fidejussione rilasciata a favore del Soggetto gestore, fino alla concorrenza della quota parte di finanziamento non assistita da privilegio speciale o da ipoteca.

La circolare introduce poi una novità che riguarda i soggetti legittimati a rilasciare le garanzie fidejussorie previste sia nel caso di richiesta di anticipazione sulla prima erogazione dell’agevolazione che nell’ipotesi della garanzia a rimborso del finanziamento.

La fidejussione potrà essere rilasciata oltre che dalle banche e dalle compagnie di assicurazione anche dagli intermediari finanziari iscritti nell’albo di cui all’art. 106 del TUB.

Particolarmente interessante è infine la previsione che tutte queste novità si applicano – oltre che alle domande che ancora devono essere presentate e a quelle già presentate in corso di valutazione – anche a quelle già ammesse alle agevolazioni per le quali, alla data di pubblicazione di questa nuova circolare, Invitalia non ha provveduto ad effettuare alcuna erogazione a qualsiasi titolo.

Fonte: Invitalia

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Voucher per la digitalizzazione delle PMI

Il Cipe sblocca lo stanziamento sui voucher. Finanziate le spese in hardware, software e consulenze

Attesi da tre anni, ecco i 100 mln per attivare la misura

E’ stata adottata il 14 luglio 2017, la delibera del CIPE che assegna all’intervento 67,46 milioni di euro a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2014-2020. Risulta così completata la copertura finanziaria complessiva di 100 milioni di euro prevista dalla legge istitutiva, essendo da tempo stanziati 32,54 milioni di euro a carico del Programma operativo nazionale (PON) “Imprese e competitività” 2014-2020, cofinanziato dall’Unione europea e di cui è titolare il Ministero dello sviluppo economico.

Le Piccole e Medie imprese possono usufruire di alcuni bonus che potrebbero essere in grado non solo di aiutarle, ma anche di portare un notevole progresso tecnologico al loro interno. Il bonus in questione è così detto Voucher Digitalizzazione, il quale consentirebbe a queste realtà imprenditoriali di acquistare nuovi computer e di aggiornare i propri software, i quali spesso possono essere davvero costosi.

Benficiari

  • Micro, piccola o media impresa;
  • Non essere imprese la cui attività sia riconducibile a settori di produzione primaria di prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura.
  • Avere sede legale e/o unità locale attiva in Italia (per ora solo nelle 8 regioni del Mezzogiorno) ed essere iscritte al Registro delle imprese
  • Non essere sottoposte a procedura concorsuale, fallimento, liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo, ecc;
  • Non essere beneficiarie di altri contributi statali per l’acquisto degli stessi beni e servizi che si vuole acquistare con il Voucher;
  • Non essere soggette ad un ordine di recupero dichiarato dalla Commissione Europea per aiuti illegali.

Cosa Finanzia

L’intervento è finalizzato a sostenere, tramite contributi in forma di voucher di valore non superiore a 10 mila euro e nella misura del 50% del totale delle spese ammissibili i seguenti acquisti:

  1. L’acquisto di hardware, software e servizi di consulenza specialistica strettamente finalizzati alla digitalizzazione dei processi aziendali;
  2. L’acquisto di hardware, software e servizi di consulenza specialistica strettamente finalizzati alla modernizzazione dell’organizzazione del lavoro, con particolare riferimento all’utilizzo di strumenti tecnologici e all’introduzione di forme di flessibilità del lavoro, tra cui il telelavoro;
  3. L’acquisto di hardware, software, inclusi software specifici per la gestione delle transazioni on-line e per i sistemi di sicurezza della connessione di rete, e servizi di consulenza specialistica strettamente finalizzati allo sviluppo di soluzioni di e-commerce;
  4. Le spese relative all’acquisto e all’attivazione di decoder e parabole per il collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare;
  5. Le spese per la partecipazione a corsi e per l’acquisizione di servizi di formazione qualificata.

Finalità

Le finalità del bando sono favorire la digitalizzazione dei processi aziendali e l’ammodernamento tecnologico delle micro, piccole e medie imprese. L’intervento è finalizzato a sostenere tramite Voucher del valore massimo di 10.000 euro, l’acquisto di software, hardware o servizi che consentano:

  • il miglioramento dell’efficienza aziendale
  • la modernizzazione dell’organizzazione del lavoro, tale da favorire l’utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità, tra cui il telelavoro
  • lo sviluppo di soluzioni di e-commerce
  • la connettività a banda larga e ultralarga
  • il collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare
  • la formazione qualificata, nel campo ICT, del personale delle suddette piccole e medie imprese

I termini per l’apertura del bando, il modulo domanda, i tempi e le modalità di erogazione del bonus imprese, sono in via di definizione.

 

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Smart&Start Italia: presenta la domanda e poi vai in vacanza

Prima di tuffarti nelle tue vacanze, ecco le 10 cose da ricordare per accedere agli incentivi Smart&Start Italia per le startup innovative.

La misura prevede la possibilità di accedere ad un mutuo a tasso zero per la copertura dei costi di investimento e di gestione legati all’avvio di progetti imprenditoriali e per stimolare l’economia digitale.

Presenta la domanda e quando torni, entro 45 giorni, la risposta di Invitalia è garantita

  1. La tua società deve essere costituita da non più di 4 anni e iscritta come startup innovativa alla sezione speciale del Registro delle Imprese;
  2. Il programma di spesa deve essere compreso tra 100 mila e 1,5 milioni di euro;
  3. Se non vai al colloquio di valutazione con gli esperti di Invitalia la tua domanda è respinta;
  4. Al colloquio devono partecipare le persone con ruoli strategici nella gestione dell’impresa;
  5. Quando ti viene comunicata l’ammissione, tieniti pronto a presentare i documenti per la firma del contratto;
  6. Se ti viene comunicata l’ammissione alle agevolazioni ma la tua società non è ancora costituita hai 60 giorni di tempo per costituirla e 90 giorni di tempo per presentare la documentazione;
  7. La tua società deve sostenere il 30% (il 20% se la compagine è composta da giovani e/o donne o ricercatori) delle spese (e il valore dell’iva) con risorse proprie o prestito bancario;
  8. se non vuoi anticipare interamente le spese di investimento, puoi aprire conto vincolato con banca convenzionata;
  9. Se vuoi un’anticipazione del finanziamento, devi presentare una fideiussione;
  10. Hai max 24 mesi per realizzare il programma di spesa descritto nel tuo progetto.

Per le startup localizzate in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia è possibile beneficiare anche di una quota del 20% di finanziamento a fondo perduto.

L’agevolazione è dedicata a progetti imprenditoriali con programmi di spesa compresi tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro e prevede un tutoring specialistico.

Fonte: Invitalia
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Resto al Sud – Finanziamenti agevolati per i giovani del Mezzogiorno

 

Il provvedimento del Consiglio dei ministri, conosciuto con il nome Resto al sud, propone un pacchetto di misure per incentivare i nuovi imprenditori in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Attraverso la misura Resto al sud si offre un forte sostegno alla nuova imprenditorialità, prevedendo, per i giovani meridionali, tra i 18 e i 35 anni di età, che non dispongano di mezzi propri per avviare un’attività propria – nell’ambito della produzione di beni nei settori dell’agricoltura, dell’artigianato e dell’industria ovvero relativa alla fornitura di servizi – una dotazione di 40.000 euro, di cui il 35% a fondo perduto, a copertura dell’intero investimento e del capitale circolante.  Il finanziamento residuale, rispetto alla quota di contributo a fondo perduto, pari al 65% a tasso zero sarà erogato tramite il sistema bancario, con il beneficio della garanzia pubblica, attraverso apposita sezione del Fondo di Garanzia per le PMI e dovrà essere rimborsato in 8 anni a tasso zero.

La dimensione del finanziamento globale della misura assicurerà che la stessa non si esaurisca in tempi brevi al fine di fornire uno stimolo  all’economia meridionale nei prossimi anni.

Quindi potranno fare richiesta le nuove imprese, anche quelle che ancora devono costituirsi. Queste ultime dovranno farlo entro i 60 giorni successivi alla comunicazione positiva circa la fase istruttoria, formando un’impresa individuale, società o cooperativa.
Potranno accedere al finanziamento Resto al Sud anche i giovani che, a seguito di bando pubblico, riceveranno in concessione terreni agricoli abbandonati o incolti.

L’incentivo, gestito da Invitalia, è riservato ai nuovi imprenditori nei settori dell’agricoltura, dell’artigianato e dell’industria e fornitura di servizi; per presentare la domanda, non si deve

aver beneficiato di altre misure a sostegno dell’imprenditoria nell’ultimo triennio.

Fonte: Consiglio dei Ministri

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Rottamazione cartelle esattoriali: Equitalia risponde

L’ultimo giorno utile per aderire alla Definizione Agevolata era il 21 aprile scorso, come previsto dal Decreto legge n. 8/2017, convertito con modificazioni dalla Legge n. 45/2017. Fanno eccezione i residenti in uno dei Comuni del Centro Italia colpiti dagli eventi sismici del 2016 e del 2017, per i quali le scadenze e i relativi termini sono prorogati di un anno.

Chi ha aderito entro lo scorso 21 aprile alla Definizione Agevolata prevista dal decreto legge n. 193/2016, convertito con modificazioni dalla Legge n. 225/2016, pagherà l’importo residuo delle somme inizialmente richieste senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. Per le multe stradali, invece, non si pagheranno gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge.

Entro il prossimo 15 giugno verrà inviata da parte di Equitalia una comunicazione a tutti coloro che hanno aderito alla rottamazione, specificando:

  • quali debiti rientrano effettivamente nella definizione agevolata;
  • l’ammontare dell’importo dovuto;
  • la scadenza delle eventuali rate.

La comunicazione conterrà anche i relativi bollettini di pagamento.

Fonte: Equitalia

 

 

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Equitalia, prorogata la rottamazione

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro dell’economia e delle finanze Pietro Carlo Padoan, ha approvato un decreto legge che proroga i termini relativi alla disciplina della definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016, contenuto nell’articolo 6 del decreto legge n. 193/2016.

In particolare, si proroga dal 31 marzo al 21 aprile 2017 il termine entro il quale i debitori potranno presentare la dichiarazione prevista, allo scopo di favorire ulteriormente l’adesione dei cittadini interessati all’istituto definitorio.

Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n.20

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Avviso di chiusura per ferie

Si informa la gentile clientela che i nostri uffici resteranno chiusi per la pausa estiva dal 8 agosto al 4 settembre 2016 compresi.

Le normali attività lavorative riprenderanno dal giorno 5 settembre 2016.

 

 

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Incentivi Assunzione Campania – Annualità 2016

Con Decreto Dirigenziale n. 76 del 08/07/2016, pubblicato sul BURC n. 46 dell’11/07/2016, è stato approvato l’Avviso pubblico “Incentivi per l’assunzione
di lavoratori svantaggiati in Campania – annualità 2016”.

Beneficiari

Sono tutti i soggetti che abbiano operato assunzioni a tempo indeterminato, sia a tempo pieno sia a tempo parziale, tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2016.

Il contributo

L’incentivo è quantificato con riferimento ai costi sostenuti dal datore di lavoro in relazione alla retribuzione lorda, nella misura corrispondente alla percentuale contributiva a carico ditta applicata dall’INPS, durante un periodo massimo di 12 mesi successivi all’assunzione di un lavoratore “svantaggiato”. Nel caso in cui il lavoratore interessato sia un lavoratore “molto svantaggiato” o “con disabilità”, il periodo massimo di sarà di 24 mesi successivi all’assunzione.

L’incentivo è concesso, in ogni caso, nel rispetto del massimale di € 8.060,00 annui.

Requisiti oggettivi per la concessione del beneficio
Le assunzioni riferite al periodo 1 gennaio e il 31 dicembre 2016, devono rappresentare un aumento netto del numero di dipendenti a tempo indeterminato mediamente occupati nei dodici mesi precedenti la data di assunzione.

 

Modalità di erogazione del contributo

Il contributo potrà essere erogato nelle seguenti modalità:

  • erogazione degli incentivi “a consuntivo”- si potrà richiedere per ogni singola unità che ha generato il beneficio, entro 60 giorni dalla scadenza dei dodici o dei ventiquattro mesi successivi all’assunzione.
  • erogazione degli incentivi “in anticipazione”– si potrà richiedere per ogni singola unità dopo il primo mese dall’assunzione.