Categoria: Finanziamenti Agevolati

Misura “Artigianato Campano” 2018 – Fondo Perduto e Tasso Agevolato

Misura “Artigianato Campano” 2018 – Fondo Perduto e Tasso Agevolato

Il bando intende supportare le imprese artigiane campane nel promuovere la qualità, l’autenticità, l’innovazione e lo sviluppo dei prodotti dell’Artigianato artistico di qualità anche attraverso nuove tecnologie digitali

BENEFICIARI

Micro, Piccole e Medie imprese artigiane (MPMI) annotate nell’apposita sezione speciale del registro delle imprese istituita presso una delle CCIAA presenti sul territorio regionale ed aventi sede legale ed operativa nel territorio della regione Campania.

AGEVOLAZIONE

Le agevolazioni sono concesse tra un minimo di € 25.000,00 e un massimo di € 200.000,00 a copertura del 100% dell’investimento nella forma di:

  • Contributo in conto capitale (fondo perduto) pari al 40% dell’investimento ammesso;
  • Finanziamento a tasso agevolato pari al 60% dell’investimento ammesso.

 

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Cultura Crea incentiva l’industria culturale

Cultura Crea incentiva l’industria culturale

“Cultura Crea” è l’incentivo che sostiene la nascita e la crescita di iniziative imprenditoriali e no profit nel settore dell’industria culturale, creativa e turistica, che puntano a valorizzare le risorse culturali del territorio nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

È promosso dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) per sostenere la filiera culturale e creativa delle regioni interessate e consolidare i settori produttivi collegati, rafforzando la competitività delle micro, piccole e medie imprese in attuazione del PON FESR “Cultura e Sviluppo” 2014-2020 (Asse Prioritario II).

Le risorse finanziarie stanziate ammontano a circa 107 milioni di euro. E’ prevista una dotazione aggiuntiva di 7 milioni di euro.

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Bando Inail ISI 2017

Bando Inail ISI 2017

È stata ufficializzata l’apertura del Bando ISI 2017 che assegna incentivi alle imprese per la realizzazione di interventi in materia di salute e sicurezza sul lavoro. L’importo destinato dall’INAIL ai progetti ammonta a circa 249 milioni di euro, per l’anno 2017, incentivi a fondo perduto, ripartiti su base regionale e assegnati fino a esaurimento, secondo l’ordine cronologico di ricezione delle domande. Le imprese interessate potranno inserire online i propri progetti a partire dal prossimo 19 aprile. Le novità principali dell’ottava edizione dell’iniziativa, riguardano l’inserimento del settore agricoltura nel bando l’apertura alla partecipazione degli enti del terzo settore per interventi di riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi.

L’Avviso pubblico Isi 2017 ha l’obiettivo:

  • di incentivare le imprese a realizzare progetti per il miglioramento documentato delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori;
  • di incentivare le microimprese e le piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli per l’acquisto di nuovi macchinari ed attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti, ridurre il livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali, ciò al fine di soddisfare l’obiettivo del miglioramento del rendimento e della sostenibilità globali dell’azienda agricola mediante una riduzione dei costi di produzione o il miglioramento e la riconversione della produzione assicurando, al contempo, un miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori.

Destinatari e progetti finanziabili

I soggetti destinatariamenti sono le imprese, anche individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura e, per l’asse 2 di finanziamento, anche gli Enti del terzo settore.
Sono cinque gli assi di finanziamento, differenziati in base ai destinatari e alla tipologia dei progetti che saranno realizzati:

  1. Progetti di investimento (Asse di finanziamento 1);
  2. Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale (Asse di finanziamento 1);
  3. Progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale di carichi (MMC) (Asse di finanziamento 2);
  4. Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto (Asse di finanziamento 3);
  5. Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività (Asse di finanziamento 4);
  6. Progetti per micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli (Asse di finanziamento 5- sub Assi 5.1 e 5.2). 4. Risorse finanziarie destinate ai finanziamenti.

 

Resto al Sud: domande dal 15 gennaio

Resto al Sud: domande dal 15 gennaio

Dal 15 gennaio sarà possibile presentare le domande a Invitalia per gli incentivi Resto al Sud. Sono escluse le attività commerciali e le libere professioni. Questa è stata una scelta politica importante per dare priorità ai settori che più trainano lo sviluppo.” 

Cosi’ Domenico Arcuri, Amministratore delegato di Invitalia, presente oggi a Napoli, nel corso dell’incontro pubblico promosso per lanciare le ultime misure prese dal Governo a favore dei giovani meridionali.

Sulla misura sono disponibili 1.250 milioni di euro.

CHE COSA SI PUÒ FARE
Avviare attività di produzione di beni e servizi. Sono escluse dal finanziamento le attività libero professionali e il commercio.

A CHI SI RIVOLGE
Le agevolazioni sono rivolte a giovani tra 18 e 35 anni residenti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, che non risultino già titolari di attività di impresa in esercizio alla data del 21 giugno 2017 o beneficiari, nell’ultimo triennio, a decorrere dalla data di presentazione della domanda, di ulteriori misure a livello nazionale a favore dell’autoimprenditorialità.
Per tutta la durata del finanziamento i beneficiari non possono essere titolari di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato presso un altro soggetto.
Possono presentare richiesta di finanziamento le società, anche cooperative, le ditte individuali e le persone fisiche che intendano costituirsi in società, dopo l’esito positivo della valutazione.

LE AGEVOLAZIONI

Ciascun soggetto richiedente riceve un finanziamento fino ad un massimo di 50.000 euro. Nel caso in cui l’istanza sia presentata da più soggetti richiedenti, già costituiti o che intendano costituirsi in forma societaria, l’importo massimo del finanziamento e’ pari a 50.000 euro per ciascun soggetto richiedente fino ad un ammontare massimo complessivo di 200.000 euro. Per le attività imprenditoriali nel settore della pesca e dell’acquacoltura l’importo complessivo degli aiuti de minimis non può  superare, per ciascuna impresa beneficiaria delle agevolazioni di cui al presente decreto, 30.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari

Il finanziamento copre il 100% delle spese ammissibili e consiste in:

    • un contributo a fondo perduto del 35% dell’investimento complessivo;
    • un finanziamento bancario del 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI che rilascia una garanzia nella misura dell’80% dell’importo dello stesso finanziamento bancario. Gli interessi del finanziamento sono integralmente coperti da un contributo in conto interessi.

Il finanziamento bancario è rimborsato entro otto anni dall’erogazione del finanziamento, di cui i primi due anni di pre-ammortamento.

L’istruttoria da parte del soggetto gestore è conclusa in 60 giorni dalla data di presentazione della domanda.

SPESE AMMISSIBILI
Sono ammissibili le spese per ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, per l’acquisto di impianti, macchinari e attrezzature, per programmi informatici e per le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività.

In particolare:
a) opere edili relative a interventi di ristrutturazione e/o manutenzione straordinaria connessa all’attività del soggetto beneficiario nel limite massimo del trenta per cento del programma di spesa;
b) macchinari, impianti ed attrezzature nuovi di fabbrica;
c) programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione (TIC) connessi alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;
d) spese relative al capitale circolante inerente allo svolgimento dell’attività d’impresa nella misura massima del venti per cento del programma di spesa; sono ammissibili  e spese per materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti, utenze e canoni di locazione per immobili, eventuali canoni di leasing, acquisizione di  garanzie assicurative funzionali all’attività finanziata.

Voucher per la digitalizzazione delle PMI

Voucher per la digitalizzazione delle PMI

Il Cipe sblocca lo stanziamento sui voucher. Finanziate le spese in hardware, software e consulenze

Attesi da tre anni, ecco i 100 mln per attivare la misura

E’ stata adottata il 14 luglio 2017, la delibera del CIPE che assegna all’intervento 67,46 milioni di euro a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2014-2020. Risulta così completata la copertura finanziaria complessiva di 100 milioni di euro prevista dalla legge istitutiva, essendo da tempo stanziati 32,54 milioni di euro a carico del Programma operativo nazionale (PON) “Imprese e competitività” 2014-2020, cofinanziato dall’Unione europea e di cui è titolare il Ministero dello sviluppo economico.

Le Piccole e Medie imprese possono usufruire di alcuni bonus che potrebbero essere in grado non solo di aiutarle, ma anche di portare un notevole progresso tecnologico al loro interno. Il bonus in questione è così detto Voucher Digitalizzazione, il quale consentirebbe a queste realtà imprenditoriali di acquistare nuovi computer e di aggiornare i propri software, i quali spesso possono essere davvero costosi.

Benficiari

  • Micro, piccola o media impresa;
  • Non essere imprese la cui attività sia riconducibile a settori di produzione primaria di prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura.
  • Avere sede legale e/o unità locale attiva in Italia (per ora solo nelle 8 regioni del Mezzogiorno) ed essere iscritte al Registro delle imprese
  • Non essere sottoposte a procedura concorsuale, fallimento, liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo, ecc;
  • Non essere beneficiarie di altri contributi statali per l’acquisto degli stessi beni e servizi che si vuole acquistare con il Voucher;
  • Non essere soggette ad un ordine di recupero dichiarato dalla Commissione Europea per aiuti illegali.

Cosa Finanzia

L’intervento è finalizzato a sostenere, tramite contributi in forma di voucher di valore non superiore a 10 mila euro e nella misura del 50% del totale delle spese ammissibili i seguenti acquisti:

  1. L’acquisto di hardware, software e servizi di consulenza specialistica strettamente finalizzati alla digitalizzazione dei processi aziendali;
  2. L’acquisto di hardware, software e servizi di consulenza specialistica strettamente finalizzati alla modernizzazione dell’organizzazione del lavoro, con particolare riferimento all’utilizzo di strumenti tecnologici e all’introduzione di forme di flessibilità del lavoro, tra cui il telelavoro;
  3. L’acquisto di hardware, software, inclusi software specifici per la gestione delle transazioni on-line e per i sistemi di sicurezza della connessione di rete, e servizi di consulenza specialistica strettamente finalizzati allo sviluppo di soluzioni di e-commerce;
  4. Le spese relative all’acquisto e all’attivazione di decoder e parabole per il collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare;
  5. Le spese per la partecipazione a corsi e per l’acquisizione di servizi di formazione qualificata.

Finalità

Le finalità del bando sono favorire la digitalizzazione dei processi aziendali e l’ammodernamento tecnologico delle micro, piccole e medie imprese. L’intervento è finalizzato a sostenere tramite Voucher del valore massimo di 10.000 euro, l’acquisto di software, hardware o servizi che consentano:

  • il miglioramento dell’efficienza aziendale
  • la modernizzazione dell’organizzazione del lavoro, tale da favorire l’utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità, tra cui il telelavoro
  • lo sviluppo di soluzioni di e-commerce
  • la connettività a banda larga e ultralarga
  • il collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare
  • la formazione qualificata, nel campo ICT, del personale delle suddette piccole e medie imprese

I termini per l’apertura del bando, il modulo domanda, i tempi e le modalità di erogazione del bonus imprese, sono in via di definizione.

 

Smart&Start Italia: presenta la domanda e poi vai in vacanza

Smart&Start Italia: presenta la domanda e poi vai in vacanza

Prima di tuffarti nelle tue vacanze, ecco le 10 cose da ricordare per accedere agli incentivi Smart&Start Italia per le startup innovative.

La misura prevede la possibilità di accedere ad un mutuo a tasso zero per la copertura dei costi di investimento e di gestione legati all’avvio di progetti imprenditoriali e per stimolare l’economia digitale.

Presenta la domanda e quando torni, entro 45 giorni, la risposta di Invitalia è garantita

  1. La tua società deve essere costituita da non più di 4 anni e iscritta come startup innovativa alla sezione speciale del Registro delle Imprese;
  2. Il programma di spesa deve essere compreso tra 100 mila e 1,5 milioni di euro;
  3. Se non vai al colloquio di valutazione con gli esperti di Invitalia la tua domanda è respinta;
  4. Al colloquio devono partecipare le persone con ruoli strategici nella gestione dell’impresa;
  5. Quando ti viene comunicata l’ammissione, tieniti pronto a presentare i documenti per la firma del contratto;
  6. Se ti viene comunicata l’ammissione alle agevolazioni ma la tua società non è ancora costituita hai 60 giorni di tempo per costituirla e 90 giorni di tempo per presentare la documentazione;
  7. La tua società deve sostenere il 30% (il 20% se la compagine è composta da giovani e/o donne o ricercatori) delle spese (e il valore dell’iva) con risorse proprie o prestito bancario;
  8. se non vuoi anticipare interamente le spese di investimento, puoi aprire conto vincolato con banca convenzionata;
  9. Se vuoi un’anticipazione del finanziamento, devi presentare una fideiussione;
  10. Hai max 24 mesi per realizzare il programma di spesa descritto nel tuo progetto.

Per le startup localizzate in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia è possibile beneficiare anche di una quota del 20% di finanziamento a fondo perduto.

L’agevolazione è dedicata a progetti imprenditoriali con programmi di spesa compresi tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro e prevede un tutoring specialistico.

Fonte: Invitalia
Resto al Sud – Finanziamenti agevolati per i giovani del Mezzogiorno

Resto al Sud – Finanziamenti agevolati per i giovani del Mezzogiorno

 

Il provvedimento del Consiglio dei ministri, conosciuto con il nome Resto al sud, propone un pacchetto di misure per incentivare i nuovi imprenditori in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Attraverso la misura Resto al sud si offre un forte sostegno alla nuova imprenditorialità, prevedendo, per i giovani meridionali, tra i 18 e i 35 anni di età, che non dispongano di mezzi propri per avviare un’attività propria – nell’ambito della produzione di beni nei settori dell’agricoltura, dell’artigianato e dell’industria ovvero relativa alla fornitura di servizi – una dotazione di 40.000 euro, di cui il 35% a fondo perduto, a copertura dell’intero investimento e del capitale circolante.  Il finanziamento residuale, rispetto alla quota di contributo a fondo perduto, pari al 65% a tasso zero sarà erogato tramite il sistema bancario, con il beneficio della garanzia pubblica, attraverso apposita sezione del Fondo di Garanzia per le PMI e dovrà essere rimborsato in 8 anni a tasso zero.

La dimensione del finanziamento globale della misura assicurerà che la stessa non si esaurisca in tempi brevi al fine di fornire uno stimolo  all’economia meridionale nei prossimi anni.

Quindi potranno fare richiesta le nuove imprese, anche quelle che ancora devono costituirsi. Queste ultime dovranno farlo entro i 60 giorni successivi alla comunicazione positiva circa la fase istruttoria, formando un’impresa individuale, società o cooperativa.
Potranno accedere al finanziamento Resto al Sud anche i giovani che, a seguito di bando pubblico, riceveranno in concessione terreni agricoli abbandonati o incolti.

L’incentivo, gestito da Invitalia, è riservato ai nuovi imprenditori nei settori dell’agricoltura, dell’artigianato e dell’industria e fornitura di servizi; per presentare la domanda, non si deve

aver beneficiato di altre misure a sostegno dell’imprenditoria nell’ultimo triennio.

Fonte: Consiglio dei Ministri